Fred Carasso (1899-1969) artista nato in Italia apparteneva al gruppo degli scultori piu importanti della sua generazione ma e difficile fare il confronto fra lui ed essi, essendo il Carasso un artista figurativo senza l impressionismo e l aneddoticita che caratterizzavano la scultura tradizionale Olandese. Era un astratto rimasto attaccato alla figurazione. Nello stesso tempo non lo possiamo collocare in mezzo fra le due direzioni del suo tempo. Egli ha scelto la propria strada ed e per questo motivo che ha continuato ad affascinare.

Federico Antonio Carasso nacque nel 1899. Dopo la scuola elementare trovo lavoro come operaio alla Fiat. Dal 1917 al 1920 fece il servizio militare all aeronautico nella Libia. Nel 1922 si svolse in Italia la presa del potere fascista che lo fece fuggire in Francia due settimane dopo. Rimase attivamente coinvolto nella resistenza anti fascista degli emigrati finche si trasferi ad Amsterdam nel 1934. Negli undici anni del suo esilio Franco Belga Fred Carasso lavoro come incisore di legno per i fabbricanti di mobili antichi in stile di Parigi e della citta di Mechelen. Anche ad Amsterdam ancora per molto tempo provide nel suo mantenimento facendo dei lavori artigianali come il disegno e la manufazione dei manichini da vetrina o le decorazioni nei caffe. L’ ultima commissione e datata nel 1950. Solo dopo i cinquant anni compiuti Fred Carasso ha potuto dedicarsi liberamente all'arte. Non gli era estranea una certa amarezza rispetto alla sua gioventu, la fase della sua vita in cui aveva dovuto impadronirsi del mestiere nel poco tempo libero che aveva e senza uno stimolo incoraggiante. Ma tutto sommato guardava indietro con soddisfazione sugli anni del lavoro artigianale, come appare chiaro da questa osservazione in una conferenza per il circolo artistico de Rotterdamse Kunstkring (1953): "Non ho avuto allora delle grandi rivelazioni artistiche ma ho imparato da questi artigiani il rispetto per la mano d’ opera e l’ orgoglio del lavoro fatto bene" Questa continua accentuazione sul suo sfondo artigianale e stata ingannevole fino ad un certo punto in quanto che il Carasso nella sua fase artigianale ha avuto anche degli impulsi artistici profondi, sopratutto nel periodo Belga dal 1928 al 1933. Fred Carasso frequento allora l ambiente intellettuale artistico piu importante del Belgio in quel momento. Tramite l amicizia con il poeta Willem Rombouts , segretario del Teatro Populare Fiamminga, venne in contatto con il mondo del teatro a Bruxelles intorno a Johan de Meester e i club cinematografici che nacquero allora. Frequento il pittore Victor Servranckx per il quale esegui alcune sculture in legno. Il costruzionismo che appare dal libro illustrativo Jeu de Massacre pubblicato dal Carasso nel 1930 con un introduzione dello scrittore Francese Henri Barbusse, tradisce l influenza del Servrankx. D importanza essenziale per lo sviluppo del Carssso fu l amicizia con Paul Gustave van Hecke, redattore del quotidiano Vooruit, e critico d’ arte, che ha incoraggiato molti artisti. Van Hecke lo mise in contatto con il surrealismo e in un articolo esaltante richiamo l’ attenzione sui montaggi fotografici che fece Carasso in seguito a questo loro incontro. Tramite van Hecke il Carasso conobbe anche artisti come Frits van den Berghe, l influenza del quale e chiaramente visibile nei suoi disegni degli anni trenta. Leggendo le critiche in occasione della sua prima mostra nella Galleria Atrium a Bruxelles dove si esibi sotto lo pseudonimo di Fred Daltor, si intuisce che In questo ambiente Belga Fred Carasso fu considerato una potenziale promessa. La mostra attiro l’ attenzione: l’ importante critico d’ arte belga Urbain van Voorde ci dedico perfino un articolo illustrato nel quotidiano Olandese NRC. Il van de Voorde - ed in questo era il primo critico ma non l’ ultimo - non sapeva bene che pensare pero delle diverse lunghezze d’ onde nell opera del Carasso, da una parte il mondo onirico pieno di terrore che si delinea nei disegni e le collage , e dall altra il netto equilibrio classico nel piccolo numero di statue: "Le opere concepite nei due campi della sua produzione, non hanno nessuna somiglianza fra di loro. Se questa bipolarita sia una conseguenza di ricchezza interiore oppure la ricerca della propria forma espressiva piu adatta rimane incerto". Concludendo il van de Voorde previde che il Deltor probabilmente avrebbe trovato la sua strada nella scultura.

Ad Amsterdam Fred Carasso fu accolto nel cerchio di persone intorno allo scrittore Maurits Dekker, anti fascista di prima ora che ha aiutato molti artisti Tedeschi rifugiati. In questo modo l’ Italiano sradicato fini nel cuore spesso gioioso del gruppo degli artisti di Amsterdam. Ando ad abitare nella via Zomerdijkstraat, dove fece amicizia con gli scultori Han Wezelaar, Leo Braat e Gerrit van de Veen. Questi contatti per Fred Carasso erano di valore in quanto che poteva crescere in un clima sociale favorevole; ma dal punto di vista artistico non avevano influenza o appena. Si avvero poi quello che aveva previsto il van de Voorde! Oppure era cosi che il Carasso avesse seguito il suo consiglio? Comunque sia d ora in avanti con il suo proprio nome avrebbe preso la strada della scultura proseguendo sulla tradizione classica come aveva cominciato a fare gia a Bruxelles. Rimase pero anche attivo come disegnatore. In centinaia di gouaches Fred Carasso desse espressione fino al 1960 al suo punto du partenza surrealistica. Un certo parallello con il van den Berghe e rimasto ma aggiunse una nuova dimensione: una ricerca parzialmente pitturale dei problemi della scultura. Il Carasso non ha mai esposto questi disegni considerandoli una fase preliminare all equilibrio che aveva in mente e voleva venir fuori soltanto con il risultato finale. La leggerezza da lui ricercata ha portato all equivoco che Fred Carasso in senso positivo ma anche in senso negativo lavorasse con una certa facilita e che prima di tutto fosse un artigiano. Invece non e vero: dai suoi studi risulta chiaro che prima faceva un infinita di schizzi che in seguito pesava nelle Gouaches. Solo dopo anni seguivano le sculture modeste e alla fine quelle piu grandi, che possono essere guardate dal punto di vista della monumentalita. Dietro la virtuosita spesso amessa dal Carasso stesso si nasconde un processo lento di maturazione che si segue attraverso gli studi preliminari.

L’ opera di Fred Carasso raggiunse un primo apice in Olanda intorno al 1938 con una piccola serie di danzatrici in terra cotta , non piu grandi di alcuni centimetri, ma affascinanti nella loro mobilita. Immediatamente ne fu riconosciuto il valore, quando nel 1938 queste statuette furono esposte alla mostra della Galleria Robert ad Amsterdam. Il professor Bronner consiglio ai suoi allievi dell’ accademia di andare ad ammirare l opera di questo sorprendente innovatore e lo scrittore Victor van Vriesland osservo in un artcolo nel De Groene Amsterdammer: "e privo di conflitti intellettuali". Questo giudizio ha lusingato molto il Carasso affermandolo in un momento delicato nel suo tentativo di raggiungere l’ armonia.
Sembrava che nel 1938 lo scultore avesse finalmente trovato la sua forma espressiva. Segui invece una certa regressione , collegata senza dubbio al periodo dell' occupazione Tedesca , in cui si trovo di nuovo di fronte al vecchio nemico di prima insieme a molti colleghi Olandesi. Solo dopo la guerra si libero lentamente del accentuato classicismo che si era impadronito delle sue opere. In esso cercava l essenza classica, visibile questo anche nei monumenti per la resistenza come la statua del Prometheo nello Stadio Olimpico di Amsterdam (1947), il monumento della resistenza a Dreumel (1951), la statua per Jan de Rooy a Sprang Kapelle (1954) e il monumento per i caduti a Willemstad (N.A.) del 1957.
Nel 1952 fu conseguita al Carasso la commissione per il Monumento Nazionale per la marina mercantile a Rotterdam, una prua rigida e stilizzata in alluminio, che accolse piu critiche che ammirazione - la colpa era da attribuire forse come spesso alla desiderabilita della commisione - ma che ciononostante fu copiata nei porti di Amburgo e di Jaffa . Giudicando ora si puo osservare che la Prua, che nel 1952 fu considerata troppo figurativa e quindi troppo tradizionale in confronto all astrazione irrompente del momento, dopo quarant anni invece da un impressione molto moderna; in quanto che si riescono a cancellare dalla mente l ambiente trascurato, le macchine parcheggiate e le piante decorative caratterische per l Olanda. Altre commissioni al Carasso furono l orologio solare per il centro di Rilassamento della Philips (1951), l’ Angelo della Morte sul Cimitero de Nieuwe Oosterbegraafplaats ad Amsterdam (1955), l’ albero stilizzato piu alto di 20 metri davanti alla ditta di legnami de Amsterdamse Houthandel (1959), la fontana nel cortile del Ministero dell’ agricoltura (1964) e le grandi porte di bronzo dell’ Evoluon (1966).
Fred Carasso era attivo anche in altri campi. Scrisse articoli sull arte, disegno i costumi per il balletto di Sonia Gaskell, fu uno degli organizzatori della mostra di statue nel parco di Sonsbeek e dal 1956 insegno con gioia all Acadenia Jan van Eyck nella citta di Maastricht. Lo scultore Italo Olandese accolse ammirazione e anche critiche, spesso per via della sua penna aspra. Nel 1956 Il critico d’ arte Eddy de Jongh lo defini come segue nel giornale Het Parool: A volte si sente dire che l opera del Carasso accarezza l occhio ma che lascia senza emozioni. Ma chi ha occhio per questa interpretazione personale dell’ essere umano ha anche il cuore al posto giusto per gli uomini. Nei suoi scritti che purtroppo sono rimasti pochi , il Carasso si dimostra un erudito, un analitico acuto, un falco dallo sguardo aguzzo a cui non sfugge niente.
Per Fred Carasso in primo piano sempre di piu fu quello che vedeva come la musica diventata forma: forme chiuse e forme che si scioglievano, progettate in figure femminili, il cui movimento per lui era l essenza della scultura e della sua vita. La sua ricerca avveniva nel silenzio, lontano dall agitazione crescente nel mondo dell’ arte.

Quando nel settembre del 1969 lo scultore mori ,questi due diversi mondi per un attimo si toccarono. Il mondo artistico in quel mese fu tutto nel segno del BBK che cerco di occupare il Museo Stedelijk . Il quotidiano de Telegraaf ci dedico un articolo con una fotografia del direttore Edy de Wilde davanti al portone del Museo, megafono in mano, circondato dalla polizia e dagli artisti che manifestarono. Un incidente classico con sotto una fotografia dello scultore classico Fred Carasso. Edy Wilde lo congedo in questo modo: le sue sculture piccole, delle variazioni sul tema del nudo femminile, sono il nucleo della sua opera , che e una difesa dell' operare insieme della mente, il cuore e la mano. Nel frattempo e cambiata la direzione del vento nel mondo dell’ arte ma la musica dell’ opera di Fred Carasso e rimasta priva di rumori estranei. La mostra di Borzo che espone una scelta rappresentativa di quest opera senza conflitti intellettuali, e testimonianza di questo fatto rimarcabile..